giovedì, 08 maggio 2008


Parrucchiere&Co *

Incontrare la parrucchiera giusta nella vita ha due vantaggi: avere un taglio e un colore sempre perfetto e, soprattutto, risparmiare un sacco di visite dall’analista.
Trovarne una di fiducia non è facile, ma quando succede non la lasci più.
Ti affidi completamente a lei, cosa che nella vita non accade nemmeno in un rapporto di coppia, con un marito o con un fidanzato.
I segreti che molto spesso tacciamo alle nostre metà, vengono per magia spiattellati alla parrucchiera che diviene un confessore, una complice, insomma qualcuno da chiamare quando si devono affrontare non poche difficoltà.
La facilità con cui sappiamo raccontarci è straordinaria.

Meglio una parrucchiera che un prete direbbe qualcuno…

Le donne della mia famiglia hanno sempre avuto una parrucchiera di fiducia. Quella a cui ci si rivolgeva ogni venerdì, quella che abbondava con la lacca sulla messa in piega per renderla scolpita, quella che si sapeva trasformare anche in un’abile visagista in occasione di matrimoni, battesimi e comunioni
Lei era parte della famiglia.

Sono cresciuto con il mito della parrucchiera e mi sono sempre ripromesso che ne avrei avuta una anch’io quando fossi diventato grande…
La promessa l’ho mantenuta: ne ho trovata una, un po’ stramba forse, ma straordinariamente brava.
L’ho conosciuta ad una festa. Degli amici comuni ci presentarono e da allora non ci siamo più lasciate. Il giorno dopo ero già sotto le sue sapienti mani e, per la prima volta nella vita, ho conosciuto il vero significato della parola relax: non sbirciavo nello specchio, mi fidavo di qualcuno.

Al mio “fai come meglio credi” non segue mai uno shok…Oggi potrei anche affermare che l’unica persona che non mi ha mai tradito sia la parrucchiera…

“Degli uomini, come sostiene lei, meglio non fidarsi. Il mio, ricorda sempre, sono anni che deve lasciare la moglie. Ma poi accade sempre qualcosa che fa rimandare la decisione”.
Ultimamente, per piacergli di più, si è regalata un seno nuovo. “Una taglia in più non ha mia fatto male a nessuno. Adesso sono proprio irresistibile”.
Ma poi scoppia a piangere ed esce fuori che lui, il suo uomo, si è dimenticato del loro anniversario…
Mi trasformo così in una vera analista e, mentre lei taglia i capelli e piange, io ascolto pazientemente le sue storie…

Come si vede che i tempi sono cambiati…Oggi le parrucchiere non ti ascoltano più ma si confidano, ti fanno entrare nel loro mondo, ti rendono partecipe delle loro emozioni. E se obietti qualcosa rischi che sbaglino taglio. Meglio farle raccontare allora.
Pazientemente ti fai cullare dalle loro storie e, quando giungi al the end, ti accorgi che hai ascoltato un film invece di vederlo.
Ti rimiri nello specchio, incroci il suo sguardo, le sorridi e ti senti dire : “Sei meglio di Jaqueline Kennedy “!!!Adoro la parrucchiera adulatrice!!!!!

"Oh, tutte le celebrità e le mogli dei presidenti avevano delle Harper Lady.Il metodo Harper era un trattamento per capelli in voga negli anni '50 e consisteva in un massaggio alle spalle e al collo, oltre a uno shampoo speciale preparato con ingredienti naturali e a una lunga seduta di spazzolate. L'attività era stata avviata da una donna canadese di nome Martha Harper, che aveva capelli castani talmente straordianri che P.T. Barnum aveva cercato di ingaggiarla per il suo circo come La Donna con trecce fenomenali..... Si, facevo le signore più belle. Era un tale piacere. Le Du Pont e le Rothschild. Le sistemavo tutte. E tutte avevano delle famiglie stupende (Jennifer Kaufman- Karen Mach, Libri e amori a Los Angeles, Mondadori)

Libri e amori a Los Angeles

 

*Post ospitato sul Blog di Grazia



 

Postato da:santin alle 10:32 popup commenti (10)

 


 




venerdì, 02 maggio 2008


Il numero di Grazia in edicolaEx files(Titolo liberamente ispirato a Sex&thecity)*

Che cosa succede quando rivedi un tuo ex proiettato come in un film nella sua nuova vita e ti accorgi di essere soltanto uno spettatore indiscreto, mascherato da occhiali scuri per non tradire emozioni?
E’ difficile ammetterlo, ma incontrare il tuo Ex Numero 1, quello che hai amato tanto, mentre passeggia tranquillamente nel tepore di un pomeriggio di aprile, portando con sé la carrozzina e il suo bambino, si può trasformare in un trauma dal quale non ci si riprende tanto facilmente. Sono rimasto senza fiato, ho cercato di fugare ogni sguardo. Vederlo nella sua nuova veste, quella del padre appagato e felice mi ha gettato in uno stato confusionario. E’stato l’uomo che ho amato e disprezzato di più; colui che mi ha tradito con la mia migliore amica, colui che si è sbarazzato di me dall’oggi al domani soltanto per essere normale come tutti gli altri, colui che mi ha insegnato a non fidarmi più degli uomini vogliosi di parentesi rosa shocking…
Credo di aver vissuto con lui la mia più grande illusione d’amore, quella che si vive una sola volta ma che ti serve per sempre.
Mi sono domandato più volte che cosa sarebbe stato di noi, che cosa avremmo fatto della nostra storia… Non sono mai riuscito a darmi una risposta. A distanza di tempo, non ricordo più le cose brutte, ho solo un’immagine che ritorna come la scena di un film in bianco e nero: io e lui in Vespa, accarezzati da un vento tiepido e profumato di glicini in fiore. Come si fa a dimenticare un ex boy friend che ti ha fatto così tanto male se il tempo addolcisce il suo ricordo, e il destino te lo fa incontrare?

Io non riesco a dimenticarlo e averlo rivisto mi ha fortemente emozionato. Mi ha riportato indietro al tempo in cui sognavo, a modo mio, di creare una famiglia con lui. Non chiedetemi come, ma credevo di aver trovato l’uomo giusto per me: l’uomo che mi suggeriva i libri da leggere, che mi insegnava ad apprezzare Jean Jenet, che mi dava delle dritte su come interpretare i ruoli sul palcoscenico, la sera, a teatro. Non so quanti pomeriggi ho trascorso a fargli torte alle mele (che adorava) sotto l’egida guida di mia nonna, la maggiorata, che ascoltava e ripeteva che non era l’uomo per me. Non puoi metterti con uno che non ha il becco di un quattrino e che, soprattutto, non sa vestirsi. Vivi questo momento e poi scappa da un altro più ricco. Devi trovarti uno come il presidente Peròn, o come l’attore Rossano Brazzi. Ad aver seguito il suo consiglio oggi sarei la ricchissima vedova di un presidente o di un attore di Hollywood pronta a vendere esclusive sugli ex.

Le storie d'amore sono quasi sempre complicate. Quando le vivevo e  le ascoltavo nei racconti dei nonni sembravano tanto belle. Quando le guardavo nei film erano fiabesche. Specialmente quelle con Cary Grant.....(Carmela Cipriani, Dichiarazione d'amore a Venezia)

 

Dichiarazione d'amore a Venezia

*Questa settimana ospite del blog di Grazia http://grazia.blog.it/


 

Postato da:santin alle 09:33 ex files popup commenti (5)

 


 




domenica, 20 aprile 2008


Principesse e principi azzurri

Nell’incessante cammino verso la città del Mago di Oz, mi è capitato di imbattermi in una vera principessa, sposa di un principe azzurro e castellana di un maniero….

Lei è Patrizia Kunz D’asburgo Lorena e dispensa consigli di bon ton nel suo blog ormai cult.( http://asburgolorena.style.it/)

Incontrarla mi ha fatto ricredere su molte cose.
Le favole esistono ancora oggi, nonostante ci si debba rivolgere a Dolce&Gabbana per confezionare la livrea ai maggiordomi e che nessuna famiglia aristocratica possa più permettersi una carrozza con cavalli e di conseguenza nemmeno l’ombra di uno stalliere sfigato.

Lo scoop di questo incontro è che il principe esiste, è bello e soprattutto ricco Bisogna solo scovarlo o aspettare che ci scovi lui. Ovviamente in questo caso bisognerà munirsi di una buonissima crema antirughe sul comodino e di tanta pazienza.

Il marito della principessa, Dimitri, già il nome ti fa entrare di nella dimensione del sogno, pare sia un gran figo, riservato come tutti i principi reggenti, amabile e divinamente impegnato nelle sue attività principesche.

Il fratello gemello del principe, invece, è colui che ha fatto e continua a fare la fortuna di Novella 2000, quando ai primi caldi, espone i gioielli di famiglia sulle spiagge di Formentera, abbigliato soltanto di tanti bracciali d’argento. (Incontrarlo era tra le motivazioni del mio viaggio a Formentera. Ovviamente è stato uno dei primi obiettivi ad essere fallito).

La storia della principessa vale la pena di essere raccontata:
Il suo sogno di bambina, quando andava in vacanza a Saint Moritz, era quello di sposare un principe. “Vedrai, ripeteva alla madre, un giorno mi sposerò con un principe e tu smetterai di farmi bere il latte…”. Morale della fiaba, la favola è diventata realtà. Sei anni fa ha sposato il principe Dimitri nella stessa église che ospitava i suoi sogni innocenti.

In comune con lei c’è sola passione per la Principessa Sissi e per i film interpretati da Romy Sheneider..quanto ai sogni c’è il baratro..io sognavo di diventare come Lorella Cuccarini e al massimo e di sposare Gianluca Vialli.

Patty mi ha regalato una ventata di Primavera… .E se qualche settimana fa ero pronta a nascondere lo scettro e la corona, appena arrivata a casa, la sera stessa ho rimesso fuori la tiara di brillanti dimenticata nel cassetto e il filo di perle indossato da mia nonna al suo debutto in società.

Comportati sempre come se portassi sulla testa una corona invisibile( Cinzia Felicetti, Principesse si diventa – Istruzioni per una vita da favola, Sperling e Kupfer)

”Anche se Alberto di Monaco si sposa, mi sono detta, verrà a chiedermi di diventare il suo amante.E all’occasione saprò già indossare la corona. E se non mi troverà ( perché coinvolto in un viaggio con qualche attore di serie B, vista la mia predilezione per le mezze calzette) sarà sicuramente un presidente a trovarmi e a portarmi con sé”

Dal 7 maggio sarò la guest blogger del blog di Grazia  grazia alla mitica Viscontessa (www.viscontessa.com) con il motto "
Allevato come una futura first lady da una nonna maggiorata. E’alla ricerca perenne di un presidente da sposare e  subito dopo di un calciatore con cui tradirlo”.

Principesse si diventa 

 






 


 



 

Postato da:santin alle 20:37 principesse e principi azzurri popup commenti (7)

 


 




lunedì, 31 marzo 2008


Crocerossine&Co

Da qualche mese mi sono trasformata in una vera e propria crocerossina, non di guerra come Rossella O’Hara in un’Atlanta assediata dai nordisti, ma in quella dell’amica che dispensa consigli, che ascolta, che corregge lettere d’amore, che cerca di risolvere situazioni precarie.
E’ un periodo strano, tutte le mie amiche vengono lasciate ed io sono l’unica single(si fa per dire) che è in grado di sorbirsi ore e ore di disgrazie rocambolesche.

"Le tue amiche sono tutte in una valle di lacrime, ha esclamato la mia perfida assistente Alexis, tu sei la loro Salve Regina!!!"Il mal d’amore sembra sia diventata la malattia del secolo e poi “questa storia che un maschio scappi per paura di amarci troppo è una fiaba che continuiamo a raccontarci, illusione femminile, una gran balla” . (Barbara Alberti in A)

La mia casa è diventato un muro del pianto, raccontavo a mia madre, la settimana scorsa, mentre aggiungevo l’acqua ai fiori d’arancio all’impasto della pastiera napoletana.
Non ne posso più di ascoltare storie che fanno concorrenza ai melodrammi di Yvonne Sanson e Amedeo Nazzari. Ho voglia di leggerezza e di sorrisi”. 

Non sostengo più chi si dispera per amore. Non riesco più a piangere per un uomo. Lo trovo così inutile. Lo ammetto, i tempi sono cambiati anche per me. E se fino ad un anno fa non dormivo la notte per essermi imbattutto in un finto principe, oggi non ci penso più…
Qualche goccina in più la prendo sempre ma sicuramente non perché l’uomo di turno si è limitato a donarmi poche monete per la toletta!

I problemi sono altri e la cosa più triste da ammettere è che ultimamente la vita di una commessa di una merceria è sicuramente più interessante della mia.
Almeno alle merciaie non capita di essere corteggiate dal salumiere del reparto gastronomia del GS di Viale Parioli e soprattutto di esserne compiaciute, di cercare il suo sguardo, di trovarlo puntualmente in attesa di incontrare il tuo, di sorridergli, di aspettare la fine del suo turno per ascoltare i suoi immensi casini….

"Questo i soldi per la toletta non te li da sicuramente, mi sono detta…,ma tanto l’incubo(le favole si trasformano in un incubo ad una certa età) dell’uomo ricco non esiste più…i profumi e i gioielli me li compro da me, e se capita qualche volta di pagare la benzina per essere accompagnata a casa non mi sconvolge più".

Ormai la coroncina da principessa Sissi l’ho lasciata a casa, dimenticata in qualche cassetto.

“E’ bene imparare da soli la verità. Anche credere con tutto il cuore e poi non credere più è un bene. Così le nostre emozioni si nutrono e si allenano” (Betty Smith, Un albero cresce a Brooklyn, Biblioteca Neri Pozza)

 

Un albero cresce a Brooklyn, apri la scheda del libro




 

Postato da:santin alle 11:04 popup commenti (12)

 


 




lunedì, 10 marzo 2008


Eroine alla moda

In questi giorni mi sento un po’ come Doroty.
Mi mancano le scarpette rosse ma nonostante tutto riesco a seguire la strada lastricata di mattoni gialli.
Devo arrivare alla Città di Smeraldo, ma prima è necessario che la Perfida strega dell’Ovest passi a miglior vita…

Il problema serio è che Doroty desiderava ritornare nel Kansas dai suoi zii, io non saprei dove arrivare e soprattutto cosa desiderare qualora il famoso Mago di Oz volesse ricevermi..

“Credo che nei paesi civili non ci siano più streghe, né stregoni, né maghi, Né fate. Ma vedi il regno di Oz non ha mai potuto diventare civile, perché noi siamo tagliati fuori da tutto il resto del mondo. Per questo ci sono ancora streghe e maghi qui da noi. “Lyman Frank Baum Il Mago di Oz, Edizioni Paoline)”

Forse una richiesta potrei farla al Mago di Oz: incontrare un uomo in grado di difendermi dalle tempeste emotive a cui sono sottoposta, io giovane eroina contemporanea (sottolineo giovane, visto che il mio ultimo contorno occhi americano è costato 50 euro)…

Vivere da eroine non è facile, soprattutto per quelle che come me che hanno avuto come insegnanti Rossella O’Hara, Anna Karenina ed Emma Bovary..

Tutte donne disperate ovviamente. Se il dolore non fa capolino nella vita, non si è eroine..si passerebbe troppo inosservate.

Io vorrei cambiare le regole del gioco….non morire a causa di un uomo, ma vivere per un uomo…anche se quest’ultimo ti lascia sulle scale di casa con i capelli sconvolti, dicendoti francamente me ne infischio.
Prima o poi ritornerà….non può lasciarti sola…. e stai sicura che la prossima volta ti ritroverà con la messa in piega fatta da poco.

Noi eroine contemporanee vogliamo un uomo che faccia un voto: rimanere con noi, difenderci dalle avversità, amarci nonostante le paturnie che prima o poi si presentano, possederci come una fiera lasciando sul cuscino gli aloni della sua brillantina dal profumo nauseante.

Più che eroe  l’uomo deve essere un martire. Un martire che si immola per la nostra serenità

Ma è così difficile trovare il martire giusto!!!
Rosita de Cuba credeva di averne trovato uno, ma si è dovuta ricredere.

L’altra mattina, dopo una notte insonne a causa del fidanzato geloso ha esclamato: “L’uomo di oggi non è più quel qualcuno che ti da qualcosa, ma è quel qualcuno che ti toglie tutto!”

Nel giro di una giornata, sotto una pioggia scrosciante, ha lasciato il suo boy friend. “Avevo paura di perdere la mia libertà. Non posso essere controllata mattina e sera soltanto perché lui ha paura di essere tradito".
E così dopo aver risposto al telefono ad ogni ora del giorno e della notte, Rosita ha lasciato per sempre il suo gioielliere psicopatico e con lui la sua veretta di brillanti..

”Ci sono delle volte in cui i diamanti non riescono ad essere i migliori amici delle ragazze. Quest’anello è troppo stretto. Mi toglie l’aria” ha esclamato l’altro giorno buttandolo nella sua sfatta borsa vintage firmata Gucci.

“Le ragazze alla moda maltrattano le borse come se fossero fidanzati”. (Lisa Corva, Glam cheap, Una vita in offerta speciale, Sonzogno Editore) .

Glam cheap





 

Postato da:santin alle 11:01 eroine alla moda popup commenti (8)

 


 




lunedì, 11 febbraio 2008


Beauty-farm

Riprendersi dall’influenza non è molto facile, soprattutto per uno che come me odia soffrire e che cerca di curarsi al primo sintomo seppur blando.
La mia farmacista di fiducia, a volte si rifiuta di consegnarmi dei medicinali..A nulla valgono le mie proteste….di fronte alle mie richieste  fa orecchie da mercanti…solitamente, quasi sempre, passo al piano b, mando qualche mia collega a prendermi il prodotto e la mia collezione aumenta a dismisura.
Amo collezionare medicinali e guardarli mi fa sentire più sicuro.

Adoro aprire quel cassetto: le scatole colorate sono lì che pazientano di essere utilizzate e attendono senza dire nulla, senza urlare. Sanno che il loro momento arriverà prima o poi.
Il bello di tutta questa storia è che mi ammalo raramente e che soprattutto raramente utilizzo medicinali.
Ma basta un semplice raffreddore per far scattare l’allarme iceberg come in Titanic…apro quel cassetto e controllo se c’è tutto per il mal di gola, per il raffreddore, per il mal di testa, per l’influenza..e poi compro compro come se si trattasse di acquistare contorni occhi alla fiera delle bellezza.

Tutte noi vorremmo però un’aspirina contro il mal d’amore…
Ne parlavo qualche giorno fa in una beauty farm con delle amiche.
Dovrebbero inventare una pillolina che possa far dimenticare le sofferenze per andare avanti, per ritrovare fiducia negli uomini in cui ci imbattiamo”, esclamava una sofferente Cristalle, da poco lasciata con una scusa di quelle che inventano gli uomini di oggi, “Ho l’ansia non posso stare con te”.

Io ne avrei bisogno, per ricordarmi come si fa a soffrire per un uomo", sospirava l’imperante Amarige.

Io non no ho di questi problemi, replicava Ysatis, vivo con il mio uomo e al massimo le mie preoccupazioni riguardano cosa cucinargli..le mie tate mi hanno insegnato tutto tranne come si cucina un occhio di bue. Ed io davanti ai fornelli non so cosa proprio combinare.”

Ma carine, avrò affermato tra un peeling al cioccolato e un massaggio antirughe, la pillolina l’hanno già inventata, prendi un coktails al lexotan e te ne sbatti di tutto e di tutti”.

Tutte ci siamo rivolte con lo sguardo al povero Ulisse..
Dimenticavo di dire infatti, che altro componente della compagnia era un povero ma delizioso bassotto a pelo ruvido, che soffre di crisi d'abbandono da quando Ysatis
 l’ha lasciato a casa della madre per convivere con il suo fantastico  e superdotato uomo.


Crisi che ripetutamente vengono sedate con degli psicofarmaci talmente forti che il povero russa con gli occhi aperti.
Per non farlo sentire solo, gli dedicato un po’ del mio tempo, comunicandogli che non è l’unico che soffre e che assume pilloline per domire sonni tanquilli.
Ulisse scondizolava felice.

Quando le donne parlano di uomini diventano comiche e pericolose.
Quasi sempre si cade nei soliti clichè ma non c’è niente di così rilassante e divertente che incontrarsi fuori città tra donne, coccolarsi con creme e elisir di bellezza, accendere la legna nel camino e raccontarsi fino a notte fonda e bere un buon  vino rosso  color rubino.
Raccontarsi fa bene, libera energie, crea alleanze, suscita complicità.
E il mal d’amore si colora di altre sfumature.

Non credo che l’amore sia una consolazione alla condizione umana, piuttosto che sia una parte delle condizione umana. Qualche volta va bene, e volte no, come la maggior parte delle cose della vita. Ma è sempre un’illusione. La persona amata non si rivela all’altezza delle attese, e quando l’amore sopravvive alla delusione diventa anche una gabbia…......e perché la persona amata non si rivela all’altezza delle attese? Perché le attese sono alte, e la persona amata è imperfetta” (Charles Simmons, Acqua di mare, Bur)

Acqua di mare



 

Postato da:santin alle 10:18 beauty-farm popup commenti (10)

 


 




lunedì, 14 gennaio 2008


Regina in astrakan

Sono tornato nella mia casa romana da pochi giorni ed ancora non sono riuscito ad abituarmi ai ritmi che avevo abbandonato con grande entusiasmo.
Con nostalgia ripenso a quei giorni caratterizzati da una luce ovattata, da un profumo di spezie, da colori che ti accarezzano.
Il mio natale, è stato un Natale al femminile. Ho vissuto con mia madre e con mia sorella i giorni migliori, senza litigare. Ci svegliavamo, ci abbracciavamo, ci coccolavamo con le note di Gianni Morandi, decidevamo insieme cosa preparare per il pranzo.
Eravamo sospese dal resto della famiglia. Gli altri potevano aspettare per una volta: mio padre sempre impaziente con la smania di fare sempre qualcosa, il fratello ultrà con la fidanzata ruspante, le zie, onnipresenti, impazzite per la lotteria di capodanno(lo so che non si chiama più così, ma fa molto vintage).
Anche gli uomini che solitamente faccio entrare dalla porta principale nella mia vita li ho lasciati fuori ad infreddolirsi.

La cucina è diventata il luogo delle nostre memorie. Abbiamo parlato di lei, la grande assente, di come adorava il Natale, di come aspettava le feste sempre con particolare emozione, di come si faceva in quattro per accontentare i gusti di tutti, del suo servizio di piatti, quello decorato con le rose e i bordi di oro zecchino che non ho voluto più utilizzare per le cene di famiglia.
Quel servizio bisognava utilizzarlo con cura maniacale. Soltanto io e lei potevamo prenderlo dalla dispensa di ciliegio. Oggi è li, a riposo, ricoperto dalla polvere che è iniziata a depositarsi dall’ultima vigilia vissuta assieme a lei. Come un combattente dorme tranquillo.

Se si rompesse un solo piatto, sentirei nonna ancora più lontana….

Ho unito le amiche più care per un tea party.
Per un pomeriggio intero abbiamo spettegolato su tutto. Non c’è stato argomento che non sia stato portato a termine con particolare interesse.
E’ una sorta di terapia. Il pettegolezzo distende le tensioni. Bisogna dedicarsi ad esso con armoniosa predisposizione. Uno spirito non consono non potrebbe mai essere bene accetto. E sempre nello stesso pomeriggio, bisogna dimenticare di essere a dieta.
Insomma bisogna lasciarsi andare.

Infine Capodanno. Sono riuscito a nascondere la pelliccia di astrakan dalla vista dei miei genitori e ad indossarla nell’ascensore.
Un po’ come facevano le adolescenti negli anni '60 con le minigonne di Mary Quant.

Ho salutato il nuovo anno da vera regina. Dopo tanto riposo non potevo non dimenticare di essere l’ammaliatrice di sempre.

“Sono una civetta. Amo quell’attimo iniziale in cui l’altro è trafitto dalla freccia del mio interessamento; amo quell’improvviso e quasi impercettibile moto di ritrosia, amo l’incerta avanzata di uno sguardo di rimando, di un sorriso, di un semplice colpetto di tosse.” (Cathleen Schine, La lettera d’amore, Adelphi Edizioni)

La lettera d'amore

 



 

Postato da:santin alle 10:21 regina in astrakan popup commenti (8)

 


 




lunedì, 24 dicembre 2007


Dirondirodirondè

Sono fuggita dal castello del Viale più triste di Roma, senza salutare il suo principe reggente..
Alla notizia della fuga dallo chateau, la mitica Irene Ghergo ha esclamato ma che bel castello dirondirodirondè…..
Come due amiche di vecchia data, abbiamo accennato un bacio sulle rispettive guance e ci siamo lasciate augurandoci un Buon Natale…

Sono ritornato nella mia città sul mare e soprattutto nelle magioni di famiglia…
Voglio regalarmi un Natale in famiglia, lontano da tutti e da tutto…
Ogni tanto bisogna staccare la spina, fuggire dalla propria quotidianità, abbracciare le tradizioni di una volta, quelle che hai vissuto da bambino e che ancora riescono a scaldare il cuore…

Ho provato ad essere più buona, forse ci sono riuscita.
Venerdì al mio arrivo in città ho organizzato un the con la cameriera..
Lei, l’indomani, sarebbe partita per la Russia e così ho approfittato di una piccola pausa per dimostrarle il mio affetto, nonostante le divergenze avute in passato sui suoi metodi poco ortodossi di pulire casa..
E’ Natale anche per lei, mi sono detta, il mondo straripa di buonismo, perché non provare con colei che hai mandato al diavolo più volte….
Due tazze fumanti di the al gelsomino, molti biscotti al cioccolato, le chiacchiere, tante, la mia amabilità…

Basta poco, mi sono detta, per far felice le persone!
Le mie riflessioni la sera stessa mi hanno mostrato un nuovo volto di Santin, nonostante la nuova maschera all’argilla, alle mandorle e alla lavanda.
"Vuoi vedere che la parte della principessa che concede brioches alla servitù mi si addice???? "

Ho indossato qualche goccia di 1000 di Jean Patou e sono andata a letto.
”Solo io potevo regalarmi un profumo introvabile del 1972, che sa di armadio della nonna”.

“Non ridere, Jo. Non volevo dirlo a nessuno, ma mi avete scoperto. Sono andata a cambiare la boccetta di profumo con una più grande: ho speso tutti i miei risparmi. Voglio diventare veramente buona.
Amy mostrò la bella bottiglia che avrebbe sostituito quella più piccola ed era così bello e umile il suo gesto che Meg non potè fare a meno di abbracciarla.
….mi sono vergognata del mio egoismo. Appena alzata sono uscita per cambiare la boccetta, ma adesso sono contenta perché il mio regalo è il più bello di tutti – soggiunse Amy”. (Louisa May Alcott, Piccole Donne)




 


 

Postato da:santin alle 18:53 dirondirodironde popup commenti (6)

 


 




domenica, 16 dicembre 2007


Lavori in corso

Manco da un bel po’ da queste parti, lo so..ma io non sono uno di quelli che aggiorna il blog tutti i giorni.Non ci riesco..Devo fermarmi a pensare, a ricordare, a tenere a bada i mille personaggi che si affacciano nella quotidianità, ad allontanare i miei sogni che si rincorrono, che si incrociano, che mi fanno sbattere contro un palo della strada…
Mi è capitato anche questo, di sognare ad occhi aperti e di scontrarmi contro un cartellone pubblicitario e di essere soccorso da un gentiluomo preoccupato per l’accaduto
..”Ero solo fra le nuvole, gli ho detto, la ringrazio, posso farcela da solo”..
Mi sono rialzato, e con immensa vergogna ho proseguito a camminare…..

Non mi fermo di fronte a niente…Tutto è un po’ complicato, devo essere sincero, non riesco a mettere i puntini sulle i come ho sempre fatto fino a ieri, non riesco a trovare stimoli, cadono le ultime foglie, arriva un nuovo natale, ed io mi ritrovo come se ci fossero dei lavori in corso.

“Si prova tristezza per tutta l’immondizia che lastrica la vita quotidiana, che costringe tutti a camminare adagio, a evitare la felicità senza neppure riconoscerla, come se si fosse smarrito il modello”. (Lidia Ravera, Maledetta Gioventù, Mondadori)

In realtà, qualcuno di attento alla mie avventure potrebbe definirla l’era del disincanto….anzi potrebbe intitolare così un capitolo della mia biografia ovviamente non autorizzata…

Riflettevo l’altro giorno su questa cosa…”Scrivono una biografia su di te e tu hai appena 30 anni…Che ti rimane da fare negli anni che seguono, che cosa puoi inventare??? "

Sono fuggito da una città in cui non c’erano più letti che non conoscessi, ne sono arrivato in un’altra che non mi piace più, perché mi ha fatto capire che piacere è essenziale, che rimanere a galla è faticoso, faticosissimo…
Ecco io mi sono stancato di essere affaticato,  di piacere per forza, di rispettare equilibri del cavolo, di essere avvicinata soltanto perché collaboratore di…. Manco fossi la figlia di Aristotele Onassis.!!!!!

Io manderei al diavolo, tutti i giorni, un bel po’ di gente. Potrebbe essere il nuovo esercizio karmico per vivere serenamente.
Forse dovrei fuggire su di un’isola lontana, creare una linea di moda, scrivere un libro, chiudermi nel silenzio di un convento, giocare con gli amici, inventarmi una nuova vita.

Un po’ come ho fatto lo scorso sabato con la mia amica Emma Bovary. Dopo la visita ad un'adorabile angelo, ci siamo estraniate dalla realtà. A narrare ovviamente la storia ero io. Eravamo a Manatthan.
Lei, amica in visita nel mio appartamento lussuoso(stile Tre nipoti e un maggiordomo) con vista su Central Park, io in preda ad un crisi isterica a causa del giorno libero della governante, della vivacità di due bambini Isidoro e Lucrezia (forse miei figli, ma in quel momento non era dato sapersi) e della torta nel forno.

Ci siamo divertite come delle pazze, e così fra una risata e un’altra ci siamo augurate buon natale.
Mancavano solo le note di Bing Crosby e qualche fiocco di neve e il quadro sarebbe stato completo.

Nel frattempo aspetto con ansia di leggere la biografia che la fidata Alexis sta scrivendo su di me. E’ l’unica in questa momento che mi fa ridere, nonostante ci separi una grossa distanza. Non dimenticherò mai il giorno in cui ci siamo separate. Eravamo su di un taxi e le sue parole prima di lasciarci furono: "Un saluto alle Spice, questo non è un addio ma un arrivederci". Scese dalla vettura ed io proseguii per casa riuscendo a fatica a dire il mio indirizzo al conducente. Piangevo come una disperata.Sembravo la Callas alla vigilia della partenza della sua più fidata assistente…

“Inizierò il libro raccontando l’episodio che mi ha fatto diventare la tua perfida assistente: Festa di buona domenica 2005. Mi misi al tavolo con le sceneggiatrici di condominio che dissero: “Santin piace a tutti, è diabolica”. Gesù, mi sono detta, dipingono Santin come la zia Mara. Devo diventare per forza la sua assistente. Per riuscirci, le riporterò questa servata.
Così feci e nacqui, io, la perfida assistente”.



 

Postato da:santin alle 21:44 lavori in corso popup commenti (7)

 


 




sabato, 17 novembre 2007


Donne di cuore

L’ingannevole malia del cielo di ottobre ha ceduto all’inedia di un rigido novembre…

Le giornate trascorrono un po’ tutte eguali..
Il trasloco ha avuto termine, finalmente, tutto è al suo posto o quasi, tranne me…Mi sento pericolosamente annoiato, di quella noia che ti spinge a fare qualcosa di clamoroso soltanto per farti sorridere per un po’…
Ne sa qualcosa l’ elettricista…il frigidaire non andava bene e dopo numerose contrattazioni telefoniche siamo arrivati al giorno della riparazione….il pover uomo era mosse da lodevoli intenzioni, riparare l’elettrodomestico ma anche la sua proprietaria…Al telefono si era mostrato assai lusinghiero, colmo di fin troppe attenzioni….Prendo un permesso in ufficio, arrivo a casa, mi sistemo i capelli, passo sul viso un po’ di cipria e aspetto con ansia l’arrivo….Apro la porta e mi ritrovo un cinquantenne con fede al dito, un po’ allampanato, dall’aria triste tristissima…”Immagina il suo pisello mi sono detta fra me e me…”
Ho dissimulato a fatica il mio malcontento…L’ho accompagnato al frigidaire, ho assistito alla riparazione, ho pagato e l’ho accompagnato alla porta..
A niente sono serviti i suoi tentativi di seduzione..Mi fai vedere la casa, la stanza dove dormi…la sua curiosità nascondeva a fatica la sua eccitazione plebea….
Sono stata irremovibile….Niente sesso con gli elettricisti sposati e un po’ sfigati….ovviamente non avevo niente in contrario al fatto che lui fosse sposato….ma il suo essere un po’ mesto e un tantino trascurato nell’aspetto mi hanno fatto desistere dall’assecondare le sue fantasie..
Ed io che pensavo che venisse a soccorrermi un Ercole, brutale ma passionale…..Diciamocela tutta, non esistono più gli elettricisti di una volta…

Il problema vero, è che io sono una donna di cuore, come ha suggerito mon amie Fresiaspina…
Posso assecondare tutte le voglie di questo mondo, ma soltanto quando incontrerò il cuore di un uomo, la mia noia troverà pace.
Sono malata di malinconia…

Le donne hanno l’arte di immaginare ogni passione; sanno spogliarsi delle proprie emozioni con mani non ustionate dal potere per vestire quelle degli altri; poi con uno strappo liberarsene.(Marisa Bulgheroni, Un saluto attraverso le stelle, Mondadori)

Il mio cuore in questo periodo vola verso un uomo misterioso, assai complicato…
Non è un bellissimo, non è uno dei soliti…è difficile spiegare..E’ un uomo che pensa, che scrive, finalmente uno che non vive per le scene!!!
Io rallento il giorno del nostro incontro…forse è la paura del mio essere donna di cuore….???

Vorrei tanto che mi dicesse:“Io ti sognerò come si sogna una moglie che si vorrebbe a casa a coltivare fiori e a impastare torte con le mani infarinate e le braccia nude…(Marisa Bulgheroni, Un saluto attraverso le stelle, Mondadori)

Un saluto attraverso le stelle 

 


 

Postato da:santin alle 20:17 donne di cuore popup commenti (8)